A causa degli ambienti iperriscaldati nei quali ci si trova a lavorare, o abitare, durante l’inverno, e delle cattive abitudini posturali, un malanno che caratterizzava soprattutto l’estate ha smesso di essere stagionale per diventare cronico: la cattiva circolazione.

Qualsiasi alterazione del normale equilibrio idrodinamico circolatorio, determinata da modificazioni della pressione sanguigna, della velocità di c. del sangue o della portata di un dato vaso, induce nei tessuti alterazioni circolatorie, rappresentate fondamentalmente dall’ischemia e dall’iperemia. I disturbi della circolazione si distinguono in generali e locali. Questi ultimi conseguono a compressioni esercitate sui vasi da cause patologiche (tumori), da ostruzioni vasali (per es., morbo di L. Bürger) e da disturbi vasomotori (per es., morbo di M. Raynaud). Disturbi generali si possono riscontrare in soggetti cardiopatici, in condizioni di esagerata attività (sforzi, febbre, emozioni violente ecc.), nei casi di stati anemici con possibili palpitazioni, vertigini, lipotimie, disturbi visivi ecc. (cit.).

Oltre ai disturbi gravi la cattiva circolazione può interferire con un corretto funzionamento degli arti, specie se ad essere interessata è la circolazione periferica o la microcircolazione. Essa causa infatti formicolii molto fastidiosi, gonfiori dolorosi e, nello specifico, anche la cosiddetta claudicatio intermittens che rende difficoltoso anche il percorrere distanze brevissime, causando intenso bruciore alle gambe accompagnato da una sensazione di stanchezza e debolezza.

Quali sono le condizioni che accrescono il rischio di malattia vascolare?

  • Certamente le cattive abitudini alimentari. Ovviamente la patologia è causata da un’ostruzione delle arterie e dal loro conseguente restringimento, con relativa carenza di distribuzione dell’ossigeno, pertanto un’alimentazione ricca in grassi ne agevola il manifestarsi.
  • Il fumo. Smettere di fumare è un passo necessario, il primo consigliato dai medici.
  • Alcool e caffeina. Il loro consumo eccessivo aumenta la pressione arteriosa.
  • Stress. Causando nodi muscolari e infiammazioni peggiora la circolazione.
  • Gli indumenti troppo stretti. Talvolta per acconsentire a una tendenza si sceglie di indossare indumenti scomodi, stretti, soffocanti che certamente costringono e comprimono il corpo in maniera impropria (persino alcuni modelli di scarpe che impongono un passo forzato o innaturale inficiano la nostra buona circolazione).
  • Postura scorretta. Lavorare stando molto in piedi o molto tempo seduti irrigidisce la muscolatura e rallenta l’ossigenazione dei tessuti.

 

Cosa si può fare per prevenire l’insorgere di un disturbo circolatorio?

Scegliere un ritmo di vita più equilibrato, optare per un’alimentazione povera in grassi di origine animale, non fumare e non eccedere nel consumo di alcolici, fare molta attività fisica, non assumere posizioni scorrette e non stare molto tempo seduti.

Come si interviene quando il disturbo diviene patologico?

Le vie d’intervento sono numerose sebbene alcune piuttosto invasive (l’intervento chirurgico per esempio); per questa ragione in molti scelgono la via della fisioterapia con trattamenti di tecarterapia volti a intervenire soprattutto sulla riattivazione del flusso circolatorio e il conseguente apporto di ossigeno ai tessuti. Un organismo che si ossigena guarisce più rapidamente e, associando il recupero di uno stile di vita sano ai trattamenti, ritorna in forma più facilmente.