La sindrome di Osgood-Schlatter causa una protuberanza dolorosa sotto la rotula nei bambini e negli adolescenti durante la pubertà, si manifesta quindi prevalentemente in soggetti che compiono scatti di crescita.

La malattia di Osgood-Schlatter si verifica più spesso tra i bambini e nei ragazzi che praticano discipline sportive che implicano correre, saltare ed effettuare rapidi cambiamenti di direzione – come il calcio, il basket, il pattinaggio artistico, lo sci e il balletto. La fascia d’età in cui essa si manifesta varia a seconda del sesso, considerato che di norma le bambine rispetto ai bambini affrontano prima la pubertà (nei maschi la fascia è 13-14, nelle femmine 11-12). La sindrome di Osgood-Schlatter di solito si risolve da sola, una volta che le ossa del bambino si sono sviluppate del tutto e il processo di crescita si interrompe.

Un nostro utente youtube, dopo aver visto il video inerente il trattamento con FisiowarmⓇ del  trauma distorsivo del ginocchio, tendine del quadricipite e tendine rotuleo, ci ha posto una domanda, ovvero: Il trattamento con la tecarterapia può rivelarsi utile in caso di sindrome di Osgood – Schlatter in un soggetto adulto?

Ecco cosa ha risposto il nostro fisioterapista.

La tecarterapia può rivelarsi molto utile nel trattamento di questa sindrome, sebbene sia caso raro nell’adulto, essendo patologia esclusivamente giovanile. Trattasi di un’infiammazione del tendine rotuleo nella sua protuberanza tibiale anteriore, cioè a ridosso della sua inserzione distale. Probabilmente nel momento in cui si manifesta nell’adulto si tratta di un residuo di OS adolescenziale.

Ciò premesso è sempre possibile utilizzare la tecarterapia, sempre con l’accortezza di non andare a invadere troppo i tessuti limitrofi; ecco perché la scelta migliore sarebbe utilizzare il trattamento Neutro dinamico con manipolo 60° ed elettrodo di piccole dimensioni in combinazione con manipolo attivo ed elettrodo resistivo piccolo.

Nell’emergenza del tendine rotuleo si interviene quindi con due elettrodi resistivi piccoli procedendo con erogazioni a 500 MHz nella fase iniziale. Successivamente si può passare a 1 MHz. Dopo 3 o 4 applicazioni il trattamento deve essere transtendineo (si deve agire parallelamente al tendine). Per quanto riguarda il trattamento capacitivo, si può utilizzare anche l’elettrodo di tipo bipolare evitando così di utilizzare la piastra neutra lasciando maggior libertà di movimento al paziente che sarà con il ginocchio flesso a 90° e lavorare sul corpo del tendine nella zona peritendinea.

Il trattamento (che dovrebbe durare in media 20 minuti) può essere sviluppato sia in forma statica (classica) che in forma dinamica, associando la chinesi al trattamento, a seconda del processo infiammatorio in atto sul tendine e sulla sua inserzione distale.