muscoli-della-cuffia-dei-rotatori1Gli stabilizzatori passivi dell’articolazione gleno-omerale sono i legamenti gleno-omerali (inferiore, superiore e medio), la capsula articolare e il cercine glenoideo. Queste strutture limitano i movimenti della spalla in maniera passiva, mettendosi in tensione attraverso l’allungamento meccanico.

La cuffia dei rotatori invece costituisce la principale componente attiva della stabilità della spalla. Vengono definiti parte della cuffia dei rotatori i seguenti muscoli: sottoscapolare, sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo per via della loro stretta connessione con la capsula articolare e i legamenti gleno-omerali. In realtà possiamo affermare che molti altri muscoli (e relativi tendini) intervengono nella stabilità della spalla; primo su tutti il deltoide, ma anche il grande rotondo, il gran dorsale, il gran dentato, il bicipite brachiale, ecc.
Nel trattamento della cuffia dei rotatori, oltre alle applicazioni localizzate al livello della articolazione gleno-omerale, dobbiamo considerare che la spalla è un meccanismo molto complesso e consigliamo sempre di valutare bene tutte le sue componenti.

Una delle componenti che raramente rimane funzionalmente integra nel contesto di un problema alla cuffia dei rotatori è il capo lungo del bicipite.

Il capo lungo del bicipite ha rapporti intimi con la cavità dell’articolazione della spalla, con la cuffia dei rotatori e in particolare con il muscolo sottoscapolare; quest’ultimo, con il suo tendine, contribuisce a fissare il tendine cilindroide del capo lungo all’interno del solco bicipitale. Il rinforzo precoce del muscolo sottoscapolare, attraverso l’utilizzo di applicazioni resistive di natura dinamica, ci permette di ripristinare il prima possibile la corretta fisiologia del capo lungo del bicipite, componente fondamentale per la riabilitazione di qualsiasi patologia a carico della spalla.