La Tecarterapia è un mezzo fisico straordinario per coadiuvare l’intervento del fisioterapista.
È sicuramente il più utilizzato dai fisioterapisti in Italia e uno dei più prescritti da ortopedici, fisiatri e medici dello sport.

Ma un pò di domande sono ancora aperte:
Ma come va utilizzata la tecarterapia correttamente?
Come va pianificato un trattamento di tecarterapia efficace?
Come gestire la potenza e gli altri parametri della tecarterapia?
Come scegliere gli accessori più adatti per trattamenti di tecarterapia efficace?

In questa guida analizzeremo tutti gli elementi che servono al fisioterapista per utilizzare la Tecarterapia in modo professionale:

1 Zona di trattamento e Tessuto target della tecarterapia

Troppe volte il paziente finisce sul lettino e viene stirato come una camicia! Utilizzare la Tecarterapia come un “ferro da stiro” fa male non solo al brand Tecarterapia ma anche a tutta la Fisioterapia.  Il fisioterapista deve avere prima competenze nell’inquadramento clinico del paziente e solo dopo potrà progettare il piano di trattamento più appropriato. Durante i corsi dell’A.I.T. (Accademia Italiana della Tecarterapia) utilizziamo per la valutazione un processo di estrazione anglosassone con una scheda di valutazione che comprende: 

✔️Anamnesi e storia clinica. Il tempo, l’andamento dei sintomi, in particolare, ci danno delle importanti indicazioni sulla prognosi del paziente.
✔️Domande specifiche per la comprensione del dolore (topografia, intensità e qualità dei sintomi, tempo e frequenza di comparsa ecc) e domande sulle attività o posture che diminuiscono o azzerano il dolore ed infine domande sull’intensità in base ai momenti della giornata.
✔️Body Chart. Una tabella anatomica dove disegnare la topografia e appuntare la qualità dei sintomi e la sequenza temporale in cui compaiono .
✔️Domande Speciali. Come malattie l’assunzione di farmaci, patologie o interventi chirurgici recenti o importanti per avere dei criteri per la valutazione di eventuali controindicazioni e/o red flags.
✔️Test specifici. Ortopedici distrettuali, extra distrettuali, neurologici e di neurodinamica.
✔️Esami Strumentali. Prendere visione di Tac, RM, Rx o Ecografia che il paziente ha con se che possano aggiungere elementi sensibili al nostro ragionamento clinico.

Solo dopo il clinical reasoning è possibile individuare l’origine dei sintomi e capire su quale tessuto o distretto corporeo dobbiamo concentrarci e creare un piano di trattamento integrato e moderno; TERAPIA MANUALE + TERAPIA FISICA + ESERCIZIO TERAPEUTICO E/O FUNZIONALE 

2 Trattamento efficace di tecarterapia, Capacitivo o Resistivo?

Quante volte, utilizzando la Tecarterapia, abbiamo deciso di usare il Capacitivo e il Resistivo nella stessa seduta perché non sapevamo quale scegliere?
Molte aziende, forse troppe hanno consigliato 10 minuti di Capacitivo per aprire e chiudere la seduta e 10 minuti di resistivo con un presunto maggiore effetto antalgico.
Facciamo un po’ di chiarezza! La corrente elettrica, è di questo che parliamo, viaggia nel corpo e rilascia più energia nelle zone con grande variazione di impedenza. Più specificamente è nelle zone di interfaccia tra alta e bassa impedenza che viene ceduta più energia (es. tra osso e tessuti molli).

La corrente sceglie sempre la strada con meno difficoltà (bassa impedenza), quindi non passerà mai all’interno di un osso ma cederà energia nella porzione esterna per i principi che abbiamo appena esposto. Capito questo è semplice comprendere la differenza tra Capacitivo e Resistivo.
Il Capacitivo (definito anche elettrodo isolato) per via del materiale isolante con cui è costruito, cede energia più in superficie, infatti la variazione di impedenza si avrà direttamente nelle zone superficiali (addirittura all’interno dell’elettrodo per il Capacitivo di Fisiowarm). 
Il Resistivo (definito anche elettrodo non isolato), cede energia dove troverà la differenza di impedenza. 

Se al di sotto dell’elettrodo troviamo subito un tessuto ad alta impedenza (come un osso o un grande tendine) gran parte dell’energia verrà dissipata più in superficie. Se invece la differenza tra alta e bassa impedenza si trova più in profondità dovremo fare molta attenzione sul percorso della corrente. Il percorso della corrente è determinato dalla posizione tra piastra ed elettrodo. Da questo si intuisce subito come con il resistivo sia necessario saper lavorare bene con le geometrie.

3 Le geometrie efficaci della tecarterapia

Spesso si parla di Geometrie in Tecarterapia ma cosa sono realmente? 
Per Geometria in tecarterapia intendiamo il percorso che fa la corrente nel corpo del paziente in relazione alla posizione tra piastra ed elettrodo.
Esistono le cosiddette “Corrette Geometrie” che sono quelle che vedono il posizionamento in parallelo tra piastra ed elettrodo in cui la proiezione geometrica  dell’elettrodo finisce nel centro della piastra di ritorno. 

Con questo tipo di geometria abbiamo molto chiaro il passaggio della corrente all’interno del corpo e di come verrà ceduta l’energia. Infatti in un trattamento con il sistema resistivo, in corretta geometria, dovremo solo conoscere l’anatomia delle strutture che si trovano tra piastra ed elettrodo ed in base alle diverse impedenze dei tessuti sapremo dove è come verrà ceduta l’energia.

Per meglio comprendere questo importante concetto Immagina il flusso di corrente come fosse un flusso d’acqua, il letto del fiume come un muscolo ed il pilone come l’osso; ora immagina di essere su un ponte e di guardare verso il basso in prossimità dei piloni che sostengono il ponte; vedrai che l’acqua che li urta produrrà delle turbolenze in prossimità. Queste turbolenze saranno tanto maggiori  quanto più il letto del fiume è stretto (l’acqua ha poca possibilità di fuga) mentre saranno tanto minori quanto più il letto del fiume è largo (l’acqua potrà scorrere lontano dai piloni creando meno turbolenza); ecco questo è quello che accade anche nel nostro corpo. Tornando all’esempio della corretta geometria bisogna quindi considerare che, se anche la geometria è corretta ma la superficie ossea è minima rispetto a quella muscolare presente nello stesso distretto, la corrente, come sappiamo, sceglierà la strada più semplice e quindi la muscolatura producendo una quantità di calore irrilevante nell’interfaccia osso/muscolo. 

Va ricordato sempre che il sistema capacitivo avrà una percentuale importante di sequestro energetico direttamente nei primi strati sotto l’elettrodo, quindi la posizione della piastra di ritorno ha una rilevanza minore nel trattamento.

Quando invece non è possibile lavorare in “corretta geometria” è necessario fare molta attenzione sul percorso che andrà a fare la corrente.
Se il percorso tra piastra ed elettrodo è troppo lungo si rischia di cedere energia a tessuti non direttamente collegati al problema e più in generale si devono utilizzare potenze maggiori; è pertanto utile selezionare un percorso breve che includa il nostro target di applicazione e che tenga conto dell’anatomia del distretto corporeo interessato. 

Per concludere è utile ricordare che, preferibilmente, tutti gli elettrodi (capacitivo, resistivo e neutro) non dovrebbero essere posizionati direttamente su superfici ossee ma su superfici “molli” a vantaggio del confort del paziente ma soprattutto per una più omogenea diffusione di corrente

4 Utilizzo degli Accessori

Negli ultimi anni FisioWarm ha creato una linea straordinaria di accessori che ha ispirato molte altre aziende. Gli accessori migliorano il trattamento e la cessione di energia in tutti i distretti corporei e si prestano a diverse integrazioni terapeutiche:

NEUTRO DINAMICO

Con il sistema Neutro Dinamico® il fisioterapista può creare le migliore geometrie per ogni zona di trattamento.
Il Neutro Dinamico®, così come il nome suggerisce prevede l’utilizzo di due manipoli uno dei quali ospita l’elettrodo attivo  mentre l’altro l’elettrodo neutro che diventa appunto dinamico. Questa particolare configurazione consente al terapista e al paziente una maggiore libertà di trattamento con tutti i vantaggi terapeutici che questo comporta:

  • è possibile eseguire l’applicazione mentre il paziente effettua degli esercizi oppure segue le indicazioni ricevute dal fisioterapista in quanto non fisicamente vincolato al classico elettrodo neutro;
  • l’applicazione beneficia della possibilità di convogliare l’energia in modalità più selettiva  e solo dove necessario con potenza adeguata evitando di coinvolgere altre aree da non assoggettare al trattamento; 
  • durante il medesimo trattamento il fisioterapista potrà variare il “percorso” della corrente adattandolo di volta in volta per l’ottenimento del miglior risultato terapeutico;
  • rende possibili trattamenti fino ad oggi impensabili come il trattamento tridimensionale dell’articolazione.

Il kit neutrodinamico si completa con altri speciali accessori  come il “calzabile” e quelli con che rende più confortevole il lavoro del fisioterapista e ancora più naturale il movimento dell’elettrodo sul paziente. L’evoluzione di questi accessori è continua ed è possibile solo attraverso un confronto con gli utilizzatori FisioWarm in Italia e nel Mondo. La Tecarterapia FisioWarm infatti è distribuita in oltre 25 paesi nel mondo ed  è grazie ai feedback degli utilizzatori si evolve tecnologicamente in modo costante.


STATICO AUTOMATICO

Il kit statico automatico nasce per far lavorare attivamente il paziente durante il trattamento di Tecarterapia e non per lasciare il paziente da solo e andare a fare altro.
Gli elettrodi possono avere la funzione di elettrodo attivo o di elettrodo neutro a secondo delle modalità di applicazione.
L’energia erogata dalla Tecarterapia facilità l’ estensibilità del collagene, aumenta la perfusione ematica  nei tessuti e grazie al calore ha un effetto antalgico, questo permette di creare delle sequenze di esercizi specifici per ogni paziente, abbinando gli effetti della terapia fisica a quelli del movimento. In questo modo non solo si può sfruttare al massimo la dinamicità del paziente, il fisioterapista ha anche il vantaggio di poter scegliere se accompagnare il paziente durante gli esercizi con entrambe le mani oppure gestire altri ausili terapeutici (ad esempio la palla) . Questo si traduce in più dinamicità, più comodità, più efficacia di trattamento in particolare nei pazienti sportivi durante il recupero post traumatico.


ELETTRODO BIPOLARE

L’elettrodo bipolare Profile è stata un idea nata in Goldenstar e racchiude in un’unica struttura i due elettrodi attivo/neutro. Questa modalità di applicazione permette di trattare zone superficiali in quei distretti corporei dove è più difficile utilizzare la piastra di ritorno.
Il suo utilizzo è consigliato per le patologie tendinee della mano, del polso, del gomito, della spalla e del ginocchio. Questo elettrodo è anche definito paravertebrale, in fatti la sua conformazione e le testine orientabili permettono il trattamento delle strutture muscolari e tendine della colonna vertebrale site più in superfice. 
Nelle patologie specifiche dei tessuti molli, soprattutto nelle tendiniti, si riscontrano risultati migliori con applicazioni il più possibile circoscritte alla sede della lesione o dell’infiammazione.
FISIOWARM® ha sviluppato un elettrodo bipolare resistivo che, dotato di testine mobili in grado di seguire fedelmente a il profilo della superficie corporea sottostante, rendendo l’applicazione più semplice per l’operatore e più piacevole per il paziente. L'elettrodo capacitivo bipolare L’elettrodo Capacitivo bipolare è un altra idea nata nel reparto di ricerca di Golden Star (azienda che progetta e produce gli apparecchi di Tecarterapia Fisiowarm). Questo particolare elettrodo permette l’applicazione della Tecarterapia senza bisogno di applicare la piastra di ritorno. È molto efficace per il trattamento di problematiche superficiali, in particolare per il trattamento di cicatrici o lavori di drenaggio linfatico.
L’elettrodo Capacitivo bipolare può essere anche utilizzato in abbinamento al massaggio pregara in ambito sportivo, l’assenza della piastra permette una maggiore semplicità di applicazione soprattutto quando si devono trattare più distretti corporei e gruppi muscolari in poco tempo. 


5 Gestione dei parametri

Potenza, potenza, potenza! Sembra che sia il parametro più importante per un fisioterapista che sta per acquistare un apparecchio di Tecarterapia nuova o usata.
È davvero così importante? Oppure esistono altri parametri che possono incidere in modo importante nell’efficacia di un trattamento? La Frequenza ad esempio è un parametro molto importante ma è necessario fare un po’ di chiarezza. Alcune aziende ritengono di aver individuato delle frequenze più efficaci di altre. Tali frequenze si trovano tutte tra i 400.000 e i 500.000 Hz (tra i 400 e i 500 KHz).

Va innanzitutto chiarito che non esistono frequenze brevettate e che le evidenze cliniche e i pochissimi studi sulla Tecarterapia prodotti nel tempo fanno riferimento sempre a frequenze diverse. Inoltre soprattutto le apparecchiature prodotte fino a qualche anno fa, avevano delle percentuali di errore nell’erogazione delle frequenze dichiarate, dell’ordine almeno del 5%.
La storia delle frequenze “originali o meno” sembra più un argomento commerciale che scientifico.
Possiamo però affermare che le frequenze intorno ai 500.000Hz sono sicuramente quelle più utilizzate. Sono utilizzate anche per i trattamenti di Tecarterapia frequenze fino a 1.000.000 di Hz (1000 KHz), le frequenze più alte si utilizzano per i trattamenti più superficiali. Infatti la corrente elettrica con l’aumentare della frequenza tende a distribuirsi maggiormente della zona più esterna al conduttore che attraversa, il cosiddetto effetto pelle. Altro parametro importante nell’impostazione del trattamento è la pulsazione del segnale (duty cycle), che esprime il rapporto tra il tempo di emissione e quello di pausa.
La pulsazione del segnale in Tecarterapia è utile per la gestione progressiva delle patologie dalle acute fino a quelle croniche. Con gli apparecchi di vecchia concezione nel caso di una patologia in fase acuta ci si limitava a tenere al minimo l’intensità di erogazione (Atermia).
Oggi invece con Fisiowarm possiamo modulare il tempo di pulsazione e quindi mantenere inalterati gli effetti biologici del passaggio di corrente e nello stesso tempo mantenere basso l’effetto termico deleterio nelle fasi acute. L’introduzione di questo nuovo parametro permette di modulare i trattamenti in modo specifico per ogni fase terapeutica. Infine l’introduzione delle forme super pulsate di erogazione rappresenta una nuova frontiera per l’evoluzione della Tecarterapia. 

6 La crema conduttiva

È importante che la crema abbia un apposita certificazione CE per essere utilizzata per i trattamenti di Tecarterapia.
Si, il prezzo della crema per Tecarterapia è importante per il management dello studio ma è più importante che sia un prodotto certificato e di qualità.
Sempre più ispettori della USL verificano la presenza di questa certificazione durante i controlli nelle strutture sanitarie. Durante il trattamento la quantità di crema deve essere sempre costante.
La crema grazie alla sua composizione favorisce la conducibilità e quindi il trasferimento energetico.
Non usarla o usarne poca è un errore di imperizia e costringe a lavorare con energie superiori, aumentando la dose di energia sul paziente senza nessun motivo.
Altra pratica errata, per il rischio di ustioni, è quello di fare trattamenti di Tecarterapia senza applicare la crema conduttiva sulla piastra di ritorno.
Un altro tema da sensibilizzare è quello dei parabeni, sostanze chimiche conservanti derivati del petrolio che vengono inserite all’interno delle creme per Tecarterapia. Ci sono sei parabeni che possiamo trovare sulle etichette dei prodotti cosmetici in commercio: methylparaben, propylparaben, ethylparaben, isobutylparaben, benzylparaben e butylparaben. Già dal 2014 l’Unione Europea si è impegnata per fare chiarezza su queste sostanze la Commissione Europea ha vietato l’utilizzo di sette parabeni: isopropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene, pentilparabene, propilparabene e butilparabene. Il Comitato Scientifico infatti ha riscontrato una certa scarsità di informazioni per valutare e affermare la sicurezza di questi sette conservanti che sono sospettati come responsabili di forme di dermatiti acute. Sempre più produttori stanno producendo creme conduttive senza l’aggiunta di parabeni. La Tecar non veicola sostanze all’interno del corpo e non esistono evidenze su questo tema. Se qualcuno afferma il contrario provate l’apparecchio con un anestetico sulla vostra mano per scoprire se è vero oppure no. Rimarrete delusi la mano non si addormenta. Questo ci fa capire come sia poco utile comprare creme con all’interno medicamenti o altri principi attivi.
Il risultato che possiamo ottenere, per via dell’effetto sulla micro circolazione della Tecarterapia, è solo quello di un modesto miglioramento dell’assorbimento se confrontato con la sola applicazione topica dello stesso prodotto. Il valore più importante per ottimizzare il trattamento e quello della conducibilità elettrica.
Altro elemento importante è il comportamento della crema alle alte temperature. Alcune producono alla fine del trattamento un effetto olio, molto apprezzato dai fisioterapisti. La scorrevolezza è un elemento importante ma a volte certe creme sotto l’effetto della corrente elettrica e del calore producono delle reazioni chimiche e delle variazioni di Ph che possono danneggiare gli elettrodi e forse anche essere nocive per la salute della pelle del paziente e dell’operatore. Quindi è preferibile acquistare sempre i prodotti da aziende con esperienza in questo ambito. Il prezzo della crema per Tecarterapia non è solo un elemento economico scelto dalle aziende per avere maggiore marginalità ma una questione di ricerca da parte delle aziende e di attenzione alle performance e alla salute del paziente da parte del fisioterapista.

7 Le associazioni terapeutiche

Terapia manuale e osteopatia sembravano fino a qualche anno fa molto lontane dalla Tecarterapia. Anzi se dobbiamo dirla tutta, la cultura della contrapposizione fra la terapia fisica (le macchinette) e la terapia manuale è un modo per conquistare la mente dei giovani fisioterapisti e quindi condannarli per sempre a non fare integrazione terapeutica.
Oggi con le giuste impostazioni dei parametri fisici e con l’utilizzo dei moderni accessori (manipoli ed elettrodi) è possibile effettuare trattamenti integrati di alto livello. Chi ha più di 20 anni di esperienza e ha vissuto, studiato e applicato la terapia fisica e in particolare la Tecarterapia sa quanto può essere utile per coadiuvare i trattamenti di terapia manuale.
Oggi la Tecarterapia è più sicura e più efficace di 20 anni fa. Contemporaneamente sono cresciuti i fisioterapisti e sono cresciute le capacità di inquadramento clinico proprio grazie alla terapia manuale. Capire quale è l’origine dei sintomi è alla base del nostro lavoro, poi possiamo e dobbiamo utilizzare le tecniche e gli strumenti più efficaci per il nostro paziente.

L’Accademia Italiana della Tecarterapia (A.I.T.) è il corso di Tecarterapia con un piano didattico studiato per favorire l’integrazione terapeutica tra terapia manuale Tecarterapia e gli altri mezzi fisici ad alta tecnologia. Anche molti osteopati stanno iniziando ad utilizzare la Tecarterapia come coadiuvante per trattamenti fasciali e viscerali. Siamo difronte ad una nuova stagione della Tecarterapia, dove Fisiowarm si pone come tecnologia al servizio dei fisioterapisti per ottimizzare i loro progetti terapeutici a prescindere dal tipo di approccio utilizzato.

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