Cos’è la Frozen shoulder

Oggi parleremo della Frozen shoulder e di come trattarla al meglio con Fisiowarm 7.0.

La Frozen shoulder è una patologia molto conosciuta e abbastanza frequente tra i nostri pazienti. Viene spesso chiamata anche capsulite adesiva. La definizione classica ci dice che la capsulite adesiva, nota comunemente con il termine di spalla congelata, è un particolare tipo di degenerazione periarticolare dolorosa che causa perdita parziale di mobilità della spalla. 

Ultimamente però la concezione tradizionale della frozen shoulder sta cambiando, infatti dal 2014 non parliamo più di frozen shoulder ma di frozen shoulder contracture syndrome (Lewis).

La visione tradizionale di questa patologia viene definita divisa in 3 diverse fasi con una restitutio ad integrum dopo circa 6 mesi 1 anno.

Le tre fasi sono:

  • Freezing: graduale perdita del rom e aumento del dolore
  • Frozen: rigidità articolare, netta perdita di Rom e dolore quasi sempre presente. 
  • Thawing: graduale recupero del rom e diminuzione del dolore, va dai 6 mesi ai 12

Le ultime ricerche ci parlano si di tre fasi ma vengono divise per andamento della patologia:

  • Fase 1: Dolore prevalente e inizio di processi di modificazione strutturale
  • Fase 2: Rigidità accompagnato o meno da dolore
  • Fase 3: Diminuzione della rigidità e del dolore

Non è detto che ci sia una restitutio ad integrum e non è detto che avvenga dopo 6 mesi 1 anno.

Dal 2016 grazie a Ryan non parliamo più, come in passato, di piccole lesioni che piano piano portano alla patologia ma bensì di alterazioni istochimiche dei tessuti. Il processo infiammatorio e fibrotico coesistono, ad oggi non sappiamo cosa inneschi l’alterazione capsulare. 

Abbiamo tre fattori. 

  1. Aumento delle citochine e conseguente aumento dello stato infiammatorio
  2. Processi di catene enzimatiche soprattutto metalloproteinasi ed inibitori delle stesse con conseguente modificazione del tournover del collagene di tipo 1 e tipo 3
  3. Aumento della presenza di mastociti che innescano la cascata enzimatica delle citochine che crea neo-angiogenesi

In questo contesto sarà fondamentale associare alla classica terapia manuale una stimolazione con Fisiowarm 7.0 andando così ad incrementare i risultati del trattamento e velocizzare il recupero. I vantaggi dell’applicazione della tecarterapia sono la riduzione del dolore, l’aumento del rom e la ripresa del movimento e del gesto sportivo specifico. 

Divideremo il protocollo di trattamento seguendo le tre diverse fasi.

  • Capacitivo Bipolare per 10 min a 300 KHz  in emissione continua
  • Resistivo unipolare per 20 min a 300 Khz in Atermia 3 (minor apporto termico)

Assoceremo il trattamento a mobilizzazione passiva o attiva assitita. 

Fase 2

  • Capacitivo bipolare per 10 min a 300 KHz in emissione continua
  • Resistivo unipolare/neutrodinamico per 20 min a 300 KHz in modalità continua

Assoceremo il trattamento alla mobilizzazione nel rispetto del dolore.

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  • Resistivo unipolare/neutrodinamico per 20 min, Frequenza 300 KHz, in modalità continua.

Associare il trattamento alla mobilizzazione attiva ed esercizio terapeutico 

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