TECARTERAPIA

LA TERAPIA CHE Dà NUOVO RESPIRO AL METABOLISMO TISSUTALE

L’utilizzo del calore come cura delle più svariate patologie è nota da moltissimi anni: fornisce sollievo nelle condizioni croniche, traumatiche e infiammatorie, incrementa il flusso sanguigno migliorando il nutrimento e l’ossigenazione delle cellule e accelerando lo smaltimento delle tossine; migliora l’estensibilità del tessuto connettivo, riduce la rigidità articolare, il dolore e lo spasmo muscolare, facilita il riassorbimento di ematomi ed edemi.

La Tecarterapia è un mezzo fisico straordinario per coadiuvare l’intervento del fisioterapista; è sicuramente il più utilizzato dai fisioterapisti in Italia e uno dei più prescritti da ortopedici, fisiatri e medici dello sport.

Risulta comunque fondamentale approfondire alcuni aspetti:

Come va utilizzata la tecarterapia correttamente?
Come va pianificato un trattamento di tecarterapia efficace?
Come gestire la potenza e gli altri parametri della tecarterapia?
Come scegliere gli accessori più adatti per trattamenti di tecarterapia efficace?

 

In questa guida analizzeremo tutti gli elementi che servono al fisioterapista per utilizzare la Tecarterapia in modo professionale.

Tecarterapia e applicazioni

L’applicazione a un tessuto biologico di un campo di correnti elettriche, dotato delle opportune caratteristiche di potenza, frequenza e forma d’onda, fornisce energia al substrato ripristinando l’equilibrio chimico-elettrico compromesso dall’evento patologico. È questa la teoria che ne giustifica l’utilizzo in fisioterapia. Ogni singola cellula partecipa alla funzione rigenerativa del tessuto attraverso interazioni morfologiche e di tipo chimico-elettrico.

L’azione termica, dando sollievo immediato all’area infiammata o lesa, sgombra il campo all’azione meccanica, che può quindi insistere più a lungo e più profondamente e, a differenza delle indicazioni terapeutiche della metodologia classica, persino reiterando le sedute e ponendole a distanza ravvicinata le une con le altre senza rischio di ingerenza sui tessuti.

Le nuove apparecchiature Fisiowarm® sono in grado di erogare energia sfruttando una forma differente di interazione fra campi elettrici, che fa riferimento al modello fisico del condensatore, senza per questo impiegare alta tensione. Le modalità di trasferimento sono molteplici e personalizzabili, sono caratterizzate soprattutto dal fatto che il calore viene generato direttamente all’interno dei tessuti riuscendo a trattare patologie prima inaccessibili. I tessuti sono irrorati di energia in profondità, senza che la superficie cutanea sia attraversata da alcuna forma di proiezione diretta.

1 Zona di trattamento e Tessuto target della tecarterapia

Troppe volte il paziente finisce sul lettino e viene stirato come una camicia! Utilizzare la Tecarterapia come un “ferro da stiro” fa male non solo al brand Tecarterapia ma anche a tutta la Fisioterapia. Il fisioterapista deve avere prima competenze nell’inquadramento clinico del paziente e solo dopo potrà progettare il piano di trattamento più appropriato. Durante i corsi dell’A.I.T. (Accademia Italiana della Tecarterapia) utilizziamo per la valutazione un processo di estrazione anglosassone con una scheda di valutazione che comprende:

✔️ Anamnesi e storia clinica. Il tempo, l’andamento dei sintomi, in particolare, ci danno delle importanti indicazioni sulla prognosi del paziente.
✔️ Domande specifiche per la comprensione del dolore (topografia, intensità e qualità dei sintomi, tempo e frequenza di comparsa ecc) e domande sulle attività o posture che diminuiscono o azzerano il dolore ed infine domande sull’intensità in base ai momenti della giornata.
✔️ Body Chart. Una tabella anatomica dove disegnare la topografia e appuntare la qualità dei sintomi e la sequenza temporale in cui compaiono .
✔️ Domande Speciali. Come malattie l’assunzione di farmaci, patologie o interventi chirurgici recenti o importanti per avere dei criteri per la valutazione di eventuali controindicazioni e/o red flags.
✔️ Test specifici. Ortopedici distrettuali, extra distrettuali, neurologici e di neurodinamica.
✔️ Esami Strumentali. Prendere visione di Tac, RM, Rx o Ecografia che il paziente ha con se che possano aggiungere elementi sensibili al nostro ragionamento clinico.

Solo dopo il clinical reasoning è possibile individuare l’origine dei sintomi e capire su quale tessuto o distretto corporeo dobbiamo concentrarci e creare un piano di trattamento integrato e moderno; TERAPIA MANUALE + TERAPIA FISICA + ESERCIZIO TERAPEUTICO E/O FUNZIONALE

2 Trattamento efficace di tecarterapia, Capacitivo o Resistivo?

“L’impedenza in medicina è la caratteristica propria di ogni tessuto a lasciar passare una corrente”

Quante volte, utilizzando la Tecarterapia, abbiamo deciso di usare il Capacitivo e il Resistivo nella stessa seduta perché non sapevamo quale scegliere?
Molte aziende, forse troppe hanno consigliato 10 minuti di Capacitivo per aprire e chiudere la seduta e 10 minuti di resistivo con un presunto maggiore effetto antalgico.
Facciamo un po’ di chiarezza! La corrente elettrica, è di questo che parliamo, viaggia nel corpo e rilascia più energia nelle zone con grande variazione di impedenza. Più specificamente è nelle zone di interfaccia tra alta e bassa impedenza che viene ceduta più energia (es. tra osso e tessuti molli).

La corrente sceglie sempre la strada con meno difficoltà (bassa impedenza), quindi non passerà mai all’interno di un osso ma cederà energia nella porzione esterna per i principi che abbiamo appena esposto. Capito questo è semplice comprendere la differenza tra Capacitivo e Resistivo.

 

Il Resistivo è un elettrodo metallico non isolato che tenderà a cedere energia laddove incontrerà una differenza di impedenza.
Se al di sotto dell’elettrodo troviamo subito un tessuto ad alta impedenza (come un osso o un grande tendine) gran parte dell’energia verrà dissipata più in superficie; se invece la differenza tra alta e bassa impedenza si trova più in profondità dovremo fare molta attenzione al percorso della corrente. Il percorso della corrente è determinato dalla posizione tra piastra ed elettrodo. Da questo si intuisce subito come con il resistivo sia necessario saper lavorare bene con le geometrie.

Nel Capacitivo, a differenza del resistivo la superficie a contatto con il corpo è normalmente ricoperta da uno strato di materiale isolante. Tale isolante costituisce per caratteristiche intrinseche del materiale stesso l’interfaccia alta/bassa impedenza una volta a contatto con la pelle così da generare energia nelle zone superficiali sottostanti l’elettrodo indipendentemente dal tessuto biologico compreso tra elettrodo capacitivo e piastra neutra. Tale soluzione costruttiva richiede però l’utilizzo di tensioni molto alte (nell’ordine di 1000 Volts) applicate agli elettrodi. Ciò può comportare in caso di danno o usura del film isolante o del cavo/manipolo capacitivo importanti scosse o lesioni da elettricità per paziente e operatore.
Fisiowarm supera questa criticità adottando un’innovativa tecnologia SAFE a bassa tensione LOW VOLTAGE CAPACITIVE che rende la terapia capacitiva sicura e il risultato più performante, senza più rischi per operatore e paziente.

3 Le geometrie efficaci della tecarterapia

Spesso si parla di Geometrie in Tecarterapia ma cosa sono realmente? 

Per Geometria in tecarterapia intendiamo il percorso che fa la corrente nel corpo del paziente in relazione alla posizione tra piastra ed elettrodo.

Esistono le cosiddette “Corrette Geometrie” che sono quelle che vedono il posizionamento in parallelo tra piastra ed elettrodo in cui la proiezione geometrica  dell’elettrodo finisce nel centro della piastra di ritorno. 

Con questo tipo di geometria abbiamo molto chiaro il passaggio della corrente all’interno del corpo e di come verrà ceduta l’energia. Infatti in un trattamento con il sistema resistivo, in corretta geometria, dovremo solo conoscere l’anatomia delle strutture che si trovano tra piastra ed elettrodo ed in base alle diverse impedenze dei tessuti sapremo dove è come verrà ceduta l’energia.

Per meglio comprendere questo importante concetto Immagina il flusso di corrente come fosse un flusso d’acqua, il letto del fiume come un muscolo ed il pilone come l’osso; ora immagina di essere su un ponte e di guardare verso il basso in prossimità dei piloni che sostengono il ponte; vedrai che l’acqua che li urta produrrà delle turbolenze in prossimità.

Queste turbolenze saranno tanto maggiori  quanto più il letto del fiume è stretto (l’acqua ha poca possibilità di fuga) mentre saranno tanto minori quanto più il letto del fiume è largo (l’acqua potrà scorrere lontano dai piloni creando meno turbolenza); ecco questo è quello che accade anche nel nostro corpo. Tornando all’esempio della corretta geometria bisogna quindi considerare che, se anche la geometria è corretta ma la superficie ossea è minima rispetto a quella muscolare presente nello stesso distretto, la corrente, come sappiamo, sceglierà la strada più semplice e quindi la muscolatura producendo una quantità di calore irrilevante nell’interfaccia osso/muscolo. 

Va ricordato sempre che il sistema capacitivo avrà una percentuale importante di sequestro energetico direttamente nei primi strati sotto l’elettrodo, quindi la posizione della piastra di ritorno ha una rilevanza minore nel trattamento.

Quando invece non è possibile lavorare in “corretta geometria” è necessario fare molta attenzione sul percorso che andrà a fare la corrente.
Se il percorso tra piastra ed elettrodo è troppo lungo si rischia di cedere energia a tessuti non direttamente collegati al problema e più in generale si devono utilizzare potenze maggiori; è pertanto utile selezionare un percorso breve che includa il nostro target di applicazione e che tenga conto dell’anatomia del distretto corporeo interessato. 

Per concludere è utile ricordare che, preferibilmente, tutti gli elettrodi (capacitivo, resistivo e neutro) non dovrebbero essere posizionati direttamente su superfici ossee ma su superfici “molli” a vantaggio del confort del paziente ma soprattutto per una più omogenea diffusione di corrente

L’applicazione di tecarterapia può avvenire in diversi modi:

  • Applicazione base
  • Applicazione integrata con la massoterapia
  • Applicazione integrata con la terapia manuale
  • Applicazione integrata con l’esercizio terapeutico

Vediamo in cosa consistono ognuna di queste modalità.

Nell’applicazione base il fisioterapista, dopo aver collocato la piastra muove l’elettrodo sulla zona da trattare per creare una omogeneità di energia nell’area target. Un’applicazione può durare 15/20 minuti per una singola parte del corpo ma può necessitare di tempi maggiori qualora si tratti un’area più estesa, come ad esempio l’intera schiena.

Nell’applicazione integrata con la massoterapia il fisioterapista aggiunge all’applicazione base manovre di massoterapia per avere una migliore efficacia in particolare sul tessuto muscolare.

L’applicazione della tecarterapia con la massoterapia consente al fisioterapista di percepire in maniera continua quelle che sono le tensioni muscolari e di agire in maniera più intensa laddove ce ne sia la necessità.

La piacevolezza del trattamento, soprattutto in questa combinazione, rappresenta uno dei punti di forza del trattamento.

Nell’applicazione integrata con la terapia manuale il fisioterapista utilizza l’elettrodo come fosse l’estensione della sua mano per andare a muovere le articolazioni irrigidite da processi degenerativi o traumatici associando l’effetto terapeutico della tecarterapia con quello specifico del movimento delle articolazioni.

Ovviamente per realizzare la modalità di trattamento in abbinamento alla Kinesiterapia, alla terapia manuale o all’esercizio terapeutico il fisioterapista potrebbe scegliere particolari geometrie tra piastra ed elettrodo o particolari accessori al fine di agevolare il movimento delle articolazioni.

Nell’applicazione integrata con l’esercizio terapeutico il fisioterapista può scegliere piastra e elettrodi adesivi o utilizzare due manipoli per far sì che il paziente possa compiere degli esercizi attivi mentre esegue la seduta terapeutica.

Quest’ultima modalità è estremamente potente in quanto consente di lavorare direttamente sui movimenti che possono essere limitati o dolenti producendo un recupero funzionale più veloce.

4 Utilizzo degli Accessori

Negli ultimi anni FisioWarm ha creato una linea straordinaria di accessori che ha ispirato molte altre aziende.

Gli accessori migliorano il trattamento e la cessione di energia in tutti i distretti corporei e si prestano a diverse integrazioni terapeutiche:

NEUTRO DINAMICO

Con il sistema Neutro Dinamico® il fisioterapista può creare le migliore geometrie per ogni zona di trattamento.

Il Neutro Dinamico®, così come il nome suggerisce prevede l’utilizzo di due manipoli uno dei quali ospita l’elettrodo attivo  mentre l’altro l’elettrodo neutro che diventa appunto dinamico. Questa particolare configurazione consente al terapista e al paziente una maggiore libertà di trattamento con tutti i vantaggi terapeutici che questo comporta:

 

  • è possibile eseguire l’applicazione mentre il paziente effettua degli esercizi oppure segue le indicazioni ricevute dal fisioterapista in quanto non fisicamente vincolato alla piastra;
  • l’applicazione beneficia della possibilità di convogliare l’energia in modalità più selettiva  e solo dove necessario con potenza adeguata evitando di coinvolgere altre aree da non assoggettare al trattamento; 
  • durante il medesimo trattamento il fisioterapista potrà variare il “percorso” della corrente adattandolo di volta in volta per l’ottenimento del miglior risultato terapeutico;
  • rende possibili trattamenti fino ad oggi impensabili come il trattamento tridimensionale dell’articolazione.

Il kit neutrodinamico si completa con altri speciali accessori come il “calzabile” che rende più confortevole il lavoro del fisioterapista e ancora più naturale il movimento dell’elettrodo sul paziente. L’evoluzione di questi accessori è continua ed è possibile solo attraverso un confronto con gli utilizzatori FisioWarm in Italia e nel Mondo. La Tecarterapia FisioWarm infatti è distribuita in oltre 25 Paesi nel mondo ed è grazie ai feedback degli utilizzatori si evolve tecnologicamente in modo costante.

STATICO AUTOMATICO

Il kit statico automatico nasce per permettere al paziente di lavorare attivamente durante il trattamento di Tecarterapia.

Gli elettrodi possono avere la funzione di elettrodo attivo o di elettrodo neutro a secondo delle modalità di applicazione.

L’energia erogata dalla Tecarterapia facilità l’ estensibilità del collagene, aumenta la perfusione ematica  nei tessuti e grazie al calore ha un effetto antalgico. Questo permette di creare delle sequenze di esercizi specifici per ogni paziente, abbinando gli effetti della terapia fisica a quelli del movimento.

In questo modo non solo si può sfruttare al massimo la dinamicità del paziente, il fisioterapista ha anche il vantaggio di poter scegliere se accompagnare il paziente durante gli esercizi con entrambe le mani oppure gestire altri ausili terapeutici (ad esempio la palla) . Questo si traduce in più dinamicità, più comodità, più efficacia di trattamento in particolare nei pazienti sportivi durante il recupero post traumatico.

ELETTRODO BIPOLARE

L’elettrodo bipolare resistivo Profile (modello depositato) nasce da un’idea originale Golden Star e racchiude in un’unica struttura i due elettrodi attivo/neutro. Dotato di testine mobili in grado di seguire fedelmente il profilo della superficie corporea sottostante, rende l’applicazione più semplice per l’operatore, più mirata e concentrata e più piacevole per il paziente. Questa modalità di applicazione permette di trattare zone superficiali in quei distretti corporei dove è più difficile utilizzare la piastra di ritorno.
Il suo utilizzo è consigliato per le patologie tendinee della mano, del polso, del gomito, della spalla e del ginocchio. Questo elettrodo è anche definito paravertebrale, infatti la sua conformazione e le testine orientabili permettono il trattamento delle strutture muscolari e tendinee della colonna vertebrale site più in superficie.
Nelle patologie specifiche dei tessuti molli, soprattutto nelle tendiniti, si riscontrano infatti risultati migliori con applicazioni il più possibile circoscritte alla sede della lesione o dell’infiammazione.

L’elettrodo Capacitivo bipolare: questo particolare elettrodo permette l’applicazione della Tecarterapia senza bisogno di applicare la piastra di ritorno. È molto efficace per il trattamento di problematiche superficiali, in particolare per il trattamento di cicatrici o lavori di drenaggio linfatico.
L’elettrodo Capacitivo bipolare può essere anche utilizzato in abbinamento al massaggio pre-gara in ambito sportivo, l’assenza della piastra permette una maggiore semplicità di applicazione soprattutto quando si devono trattare più distretti corporei e gruppi muscolari in poco tempo. 

5 Gestione dei parametri

Potenza, potenza, potenza! Sembra che sia il parametro più importante per un fisioterapista che sta per acquistare un apparecchio di Tecarterapia nuova o usata.

È davvero così importante? Oppure esistono altri parametri che possono incidere in modo importante nell’efficacia di un trattamento? La Frequenza ad esempio è un parametro molto importante ma è necessario fare un po’ di chiarezza. Alcune aziende ritengono di aver individuato delle frequenze più efficaci di altre. Tali frequenze si trovano tutte tra i 400.000 e i 500.000 Hz (tra i 400 e i 500 KHz).

Va innanzitutto chiarito che non esistono frequenze brevettate e che le evidenze cliniche e i pochissimi studi sulla Tecarterapia prodotti nel tempo fanno riferimento sempre a frequenze diverse. Inoltre soprattutto le apparecchiature prodotte fino a qualche anno fa, avevano delle percentuali di errore nell’erogazione delle frequenze dichiarate, dell’ordine almeno del 5% -10%.

La storia delle frequenze “originali o meno” sembra più un argomento commerciale che scientifico.

Possiamo però affermare che le frequenze intorno ai 500 KHz sono sicuramente quelle più utilizzate, frequenze più basse (fino a 300 KHz) sono efficaci per trattamenti profondi. Frequenze più alte, fino a 1000 KHz sono utilizzate per i trattamenti più superficiali. La corrente elettrica infatti con l’aumentare della frequenza tende a distribuirsi maggiormente nella zona più esterna al conduttore che attraversa, il cosiddetto “effetto pelle”. Altro parametro importante nell’impostazione del trattamento è la pulsazione del segnale (duty cycle), che esprime il rapporto tra il tempo di emissione e quello di pausa.

La modalità pulsata in Tecarterapia è utile per la gestione del gradiente termico (ATERMIA) che sarà progressivo per le patologie da quelle acute fino a quelle croniche. Con gli apparecchi di vecchia concezione nel caso di una patologia in fase acuta ci si limitava a tenere al minimo l’intensità di erogazione ottenendo ben pochi risultati con il dispositivo quasi spento.

Oggi invece con Fisiowarm possiamo scegliere tra diversi gradienti di atermia mantenendo inalterati gli effetti biologici del passaggio di corrente e nello stesso tempo mantenere basso l’effetto termico deleterio nelle fasi acute. L’introduzione di questo nuovo parametro permette di modulare i trattamenti in modo specifico per ogni fase terapeutica. Infine l’introduzione della modalità di erogazione SUPERPULSATA (disponibile sul modello 400) in totale assenza di termia rappresenta la nuova frontiera della Tecarterapia. 

6 La crema conduttiva

La crema conduttiva costituisce un elemento fondamentale per una corretta ed efficace applicazione; la sua composizione è studiata per garantire un’ottima conducibilità elettrica, mantenere la giusta densità durante il corso della terapia limitando l’assorbimento eccessivo da parte del corpo, ammorbidire la pelle senza ungere.

È importante che la crema abbia un’apposita certificazione CE per essere utilizzata per i trattamenti di Tecarterapia.
Si, il prezzo della crema per Tecarterapia è importante per il management di uno studio medico ma è più importante che sia un prodotto certificato, di qualità, testato e approvato come il migliore per garantire una corretta performance applicativa con quel/quei determinati dispositivi, certificato dal produttore per non essere dannoso per elettrodi, manipoli e cavi.
E’ un elemento che merita grande attenzione e anche per questo sempre più ispettori sanitari verificano la presenza di questa certificazione durante i controlli nelle strutture mediche. La crema per Tecarterapia non è un mero costo da sostenere su cui cercare il risparmio ma è una questione di ricerca da parte delle aziende e di attenzione alle performance e alla salute del paziente da parte del fisioterapista.

Durante il trattamento la quantità di crema deve essere sempre costante in quanto la crema grazie alla sua composizione favorisce la conducibilità e quindi il trasferimento energetico. 
Non usarla o usarne poca è un errore di imperizia e costringe a lavorare con energie superiori, aumentando la dose di energia sul paziente senza nessun motivo. Una scarsa quantità di crema o la sua bassa qualità possono dare origine (specie nel trattamento capacitivo) a passaggi di corrente puntiformi con la tipica e fastidiosa sensazione di “punture di spillo” che si verificano nella parte sottostante l’elettrodo utilizzato.
Altra pratica errata, per il rischio di ustioni, è quello di fare trattamenti di Tecarterapia senza applicare la crema conduttiva sulla piastra di ritorno.

La Tecarterapia non nasce con lo scopo di veicolare sostanze all’interno del corpo e non esistono al momento evidenze scientifiche su questo tema. Nonostante ciò alcuni specifici prodotti per uso topico facilmente ionizzabili, con i principi attivi in essi contenuti, possono essere più facilmente assorbiti localmente grazie all’effetto dell’aumento del micro-circolo.
Il risultato che possiamo ottenere è quello di un modesto miglioramento dell’assorbimento se confrontato con la sola applicazione topica dello stesso prodotto. La caratteristica più importante della crema per ottimizzare il trattamento è quello della conducibilità elettrica.

Altro elemento importante è il comportamento della crema alle alte temperature. Alcune producono alla fine del trattamento un “effetto olio”, molto apprezzato dai fisioterapisti. La scorrevolezza è un elemento importante ma a volte certe creme sotto l’effetto della corrente elettrica e del calore producono delle reazioni chimiche e delle variazioni di “ph” che possono danneggiare gli elettrodi e forse anche essere nocive per la salute della pelle del paziente e dell’operatore. Quindi è preferibile acquistare sempre i prodotti da aziende con esperienza in questo ambito.

Nello specifico del prodotto Fisiowarm 7.0 la crema conduttiva Fisiowarm Cream è un dispositivo medico di classe I, accessorio dell’apparecchiatura stessa di cui è parte fondamentale per il suo corretto funzionamento. Garantisce sicurezza per l’applicazione e compatibilità con gli accessori. L’utilizzo di creme diverse da Fisiowarm Cream comporta la decadenza della garanzia sugli accessori (elettrodi, cavi, manipoli).

7 Le associazioni terapeutiche

Terapia manuale e osteopatia sembravano fino a qualche anno fa molto lontane dalla Tecarterapia. Anzi se dobbiamo dirla tutta, la cultura della contrapposizione fra la terapia fisica e la terapia manuale è un modo per conquistare la mente dei giovani fisioterapisti e quindi condannarli per sempre a non fare integrazione terapeutica.

Oggi con le giuste impostazioni dei parametri fisici e con l’utilizzo dei moderni accessori (manipoli ed elettrodi) è possibile effettuare trattamenti integrati di alto livello. Chi ha più di 20 anni di esperienza e ha vissuto, studiato e applicato la terapia fisica e in particolare la Tecarterapia sa quanto può essere utile per coadiuvare i trattamenti di terapia manuale.

Oggi la Tecarterapia è più sicura e più efficace di 20 anni fa. Contemporaneamente sono cresciuti i fisioterapisti e sono cresciute le capacità di inquadramento clinico proprio grazie alla terapia manuale. Capire quale è l’origine dei sintomi è alla base del nostro lavoro, poi possiamo e dobbiamo utilizzare le tecniche e gli strumenti più efficaci per il nostro paziente.

L’Accademia Italiana della Tecarterapia (A.I.T.) è il corso di Tecarterapia con un piano didattico studiato per favorire l’integrazione terapeutica tra terapia manuale Tecarterapia e gli altri mezzi fisici ad alta tecnologia.

Anche molti osteopati stanno iniziando ad utilizzare la Tecarterapia come coadiuvante per trattamenti fasciali e viscerali. Siamo difronte ad una nuova stagione della Tecarterapia, dove Fisiowarm 7.0 si pone come tecnologia al servizio dei fisioterapisti per ottimizzare i loro progetti terapeutici a prescindere dal tipo di approccio utilizzato.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Il calore fornisce sollievo nelle condizioni croniche traumatiche e infiammatorie, incrementa il flusso sanguigno favorendo il nutrimento cellulare e lo smaltimento delle tossine, migliora l’elasticità del tessuto connettivo.

La vasodilatazione ottenuta con il calore provoca un aumento degli scambi di sostanze che favorisce il drenaggio del sito infiammato e l’afflusso locale di cellule deputate ai processi riparativi.

  • TRAUMI CONTUSIVI O DISTORSIVI
  • RIABILITAZIONE POST-CHIRURGICA
  • TRAUMATOLOGIA SPORTIVA
  • PATOLOGIE MUSCOLARI E TENDINEE
  • ESITI CICATRIZIALI
  • PATOLOGIE DEL RACHIDE E DELLE ARTICOLAZIONI PERIFERICHE
  • PATOLOGIE DEL SISTEMA VASCOLARE E LINFATICO
  • PATOLOGIE DEL SISTEMA NERVOSO DI ORIGINE ORTOPEDICA
  • RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Fisioestetica Dermatofunzionale

L’energia erogata da Fisiowarm 7.0, attraverso specifiche modalità ed elettrodi dedicati a ogni area di trattamento, favorisce un importante stimolo biologico dei tessuti trattati, permettendo un migliore afflusso di ossigeno ed elementi nutritivi, favorendo l’eliminazione di sostanze infiammatorie e liquidi in eccesso.

È più di 20 anni che la tecarterapia risulta altamente efficace anche nel campo della medicina estetica e nelle fasi post-intervento della chirurgia plastica. Biostimolando i tessuti contribuisce a riparare la cute, schiarire le cicatrici, rassodare il derma stimolando anche lo smaltimento dei cataboliti tossici e leliminazione dei radicali liberi.

 PER IL VISO: Per la sua azione di stimolazione cellulare, attraverso la Tecarterapia, la pelle riceve un maggior afflusso sanguigno e quindi una migliore ossigenazione, che va ad impattare positivamente sulle cellule superficiali come sul derma profondo. Ha unazione immediata effetto lifting sulle fibre di collagene, con conseguente effetto tensorio della zona trattata.

 PER LA CURA DELLA CELLULITE: aumentando la velocità del flusso ematico, la Tecarterapia genera un incremento della produzione dossigeno che favorisce le attività metaboliche e lo smaltimento delle tossine. Riducendo linfiammazione, migliora il ristagno venoso e linfatico attraverso l’utilizzo sinergico con specifiche tecniche di massaggio.

  PER IL RASSODAMENTO DEI TESSUTI: la Tecarterapia utilizzata con specifiche impostazioni di potenza, frequenza e tempo di trattamento, stimola il microcircolo sanguigno e linfatico con conseguente miglioramento della tonicità della cute trattata. L’ottimizzazione dei risultati si ottiene anche con l’effetto tensorio effettuato dai gruppi muscolari sottostanti alla zona che possono essere allenati durante il trattamento.

Per ottenere risultati importanti e duraturi nel tempo è sempre consigliato creare dei percorsi terapeutici multidisciplinari che prevedano un miglioramento dello stile di vita del paziente, un corretto percorso nutrizionale, un esercizio terapeutico mirato e se necessario l’inserimento di altre terapie fisiche coadiuvanti al trattamento.

 

Tecarterapia e Pavimento Pelvico

Lapproccio più innovativo alle problematiche del Pavimento Pelvico è con la Tecarterapia. Questa metodica, ampiamente utilizzata da anni per tutti gli altri muscoli, è finalmente entrata al servizio del Perineo.

Molto utilizzata in Spagna per tutte le problematiche pelviche grazie alla sua capacità di ossigenare i tessuti, restituire equilibrio ai muscoli e alle mucose, per la sua grande efficacia nellaumento della vascolarizzazione e del rilassamento muscolare e per la sua azione antalgica è il trattamento ideale per il recupero funzionale della zona pelvi-perineale.

 

Durante il ciclo riabilitativo il fisioterapista può utilizzare anche accessori specifici per il trattamento interno ed esterno della zona, per il rinforzo dei muscoli interni, e per il trattamento manuale combinato alla tecarterapia.

La riabilitazione del pavimento pelvico è una pratica clinica con una lunga storia ma solo da pochi anni ha avuto, perlomeno in Italia, un’accelerazione del suo processo di diffusione: perché?

Tra i principali motivi vi è il fatto che tutta la sfera del pavimento pelvico e ciò che ne concerne (organi genitali, apparato riproduttivo e escretore) risultano essere ancora un tabù. Difficilmente si sente parlare di problematiche fisiche durante i rapporti sessuali, di perdite di urina dopo aver partorito o di dolori durante il ciclo mestruale.

Sicuramente questo è dato dal fatto che si tratta di argomenti intimi, ma allo stesso tempo la poca informazione condanna molte persone a dei rimedi che sono solo dei palliativi, o che hanno lo scopo di “limitare i danni”, solo perchè non sanno che ci potrebbe essere una soluzione definitiva o magari più completa mediante l’aiuto di un fisioterapista specializzato. Talvolta anche “solo” un programma specifico di esercizi può regalare grandi soddisfazioni!

Chiamato così per la sua posizione, il Pavimento Pelvico è la struttura che chiude la parte inferiore del nostro bacino. È composta da legamenti, fasce e muscoli, che insieme collaborano alle sue funzioni: sostegno, continenza, capacità di contrarsi e rilassarsi.

Ha la forma di un’amaca, al di sopra della quale si trovano i visceri pelvici. La forma e la posizione, lo rendono soggetto alle pressioni che si generano all’interno dell’addome quando questo si contrae.

Più in generale, la riabilitazione del pavimento pelvico non riguarda solo le donne ma anche gli uomini. Tra le caratteristiche principali c’è infatti il trattamento, la prevenzione e la cura di condizioni di incontinenza sia essa fecale o urinaria che possono essere presenti sia nel sesso femminile che in quello maschile.

L’elemento che caratterizza questo aspetto della fisioterapia è sicuramento la presa di consapevolezza di questa parte del corpo, che è molto spesso sconosciuta. La Tecarterapia è un importante alleato del fisioterapista per il trattamento delle principali patologie del pavimento pelvico.

Per questo il primo grande lavoro che effettua il fisioterapista in questo ambito è sicuramente utilizzare una serie di strategie che permettano al paziente di prendere coscienza della muscolatura pelvica, di conoscerla, e successivamente passare agli esercizi specifici, che possono avere allo scopo di rinforzare o rilassare la muscolatura.

✔️I fattori di rischio per il pavimento pelvico sono:

  • gravidanza e parto
  • menopausa
  • invecchiamento
  • fattori iatrogeni come interventi chirurgici
  • sovrappeso
  • stazione eretta prolungata

✔️I fattori di rischio nell’uomo sono principalmente di tipo iatrogeno come ad esempio l’intervento chirurgico prostatico e/o uretrale.

Le principali disfunzioni del pavimento pelvico sono:

– incontinenza urinaria;

– ipertrofia della prostata;

– disturbi anatomo-funzionali della sfera sessuale;

– dolore pelvico e recupero post partum;

– disturbi funzionali della menopausa;

– secchezza vaginale;

– disfunzioni del tono muscolare (ipotono/ipertono).

Vista la complessità di questo distretto funzionale è necessario che l’operatore sia adeguatamente formato e capace di creare percorsi terapeutici specifici per ogni caso clinico.

Fisiowarm con l’AIT (Accademia Italiana di Tecarterapia) segue i fisioterapisti nel loro percorso di formazione con eventi didattici monotematici su tutto il territorio nazionale e attraverso corsi FAD.